Linguaggio sessuato

Breve intervento uscito su Laspro numero 2, giugno/luglio 2009

Questa rivista è fatta principalmente di parole. Quattro pagine che rappresentano quello che vogliamo essere e dire per i successivi due mesi. Plasmando e limando caratteri e battute – quante volte utilizziamo “Strumenti – conteggio parole”?
Così, ci troviamo a discutere di alcune regole comuni e chiederci, ad esempio, se rivolgerci a tutti voi, oppure a tutti e tutte voi. Dove sta la differenza, si chiederà qualcuno. Problema banale, si diranno altri o altre.
Convenzionalmente, in italiano si adotta il genere maschile, come genere neutro e universale. Un po’ come quando, studiando storia, il fatto che tutti gli uomini, tutti i cittadini avessero diritto di voto, veniva chiamato suffragio universale. Solo recentemente su alcuni libri si usa aggiungere l’aggettivo “maschile”.
Per un uomo è difficile rendersi conto come l’uso di una parola disegni un mondo. Io che scrivo faccio il maestro elementare. Ho sorriso, firmando moduli prestampati sotto la dicitura “le insegnanti”. Mi ha imbarazzato, quando una collega parlando a un uditorio composto solo da donne, tranne me, ha detto “noi maestre”, poi mi ha visto e ha detto “ah, scusate, noi maestri”. Da solo, ho cambiato il genere a tutte loro.
Io non penso che il genere maschile debba essere universale. Siamo differenti, uomini e donne. Mi piace che lo siamo e mi piacerebbe che ce lo riconoscessimo. Noi uomini siamo nella posizione di genere dominante, stabiliamo come dev’essere una donna per piacerci ed essere accettata. Se ne accorgono anche i bambini e le bambine a scuola.
Non sarà ora di iniziare a cambiare?

Informazioni su thisishooverville

C’è una Hooverville alla periferia di ogni singolo luogo abitato. Il rione riservato agli straccioni vagabondi è ammassato sulla sponda d'un corso d’acqua, e le case sono tende, o capanne di cartone e di paglia. Il nomade scende dal suo trabiccolo e diventa un cittadino di Hooverville. Si chiamano tutte Hooverville. Il nomade rizza la sua tenda il più possibile vicino all’acqua, o se non ha tenda va dove si scaricano i rifiuti, a cercarvi pezzi di cartone o di lamiera per fabbricarsi la capanna. Si stabilisce a Hooverville, e continua a perlustrare la campagna in automobile, in cerca d’un lavoro, e i pochi soldi che gli rimangono vanno in benzina.
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Una risposta a Linguaggio sessuato

  1. Giusiana ha detto:

    Grazie per questo recupero. 🙂
    Anche io a volte faccio un uso maldestro del linguaggio, specie quello parlato. Mi rendo conto che è perché mi è mancato starci su a pensare.

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