Archivio dell'autore: thisishooverville

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C’è una Hooverville alla periferia di ogni singolo luogo abitato. Il rione riservato agli straccioni vagabondi è ammassato sulla sponda d'un corso d’acqua, e le case sono tende, o capanne di cartone e di paglia. Il nomade scende dal suo trabiccolo e diventa un cittadino di Hooverville. Si chiamano tutte Hooverville. Il nomade rizza la sua tenda il più possibile vicino all’acqua, o se non ha tenda va dove si scaricano i rifiuti, a cercarvi pezzi di cartone o di lamiera per fabbricarsi la capanna. Si stabilisce a Hooverville, e continua a perlustrare la campagna in automobile, in cerca d’un lavoro, e i pochi soldi che gli rimangono vanno in benzina.

Occhio che ti sfracelli ovvero rubrica di trekking

Via Francigena Colle Val d’Elsa – Castellina Scalo (segue da qui) Il sonno sarà pure stato quello dei giusti, ma il ticchettio della pioggia notturna sul finestrone della mansarda in cui ci troviamo non ci sembra giusto per niente. 3BMeteo … Continua a leggere

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Occhio che ti sfracelli ovvero rubrica di trekking

Via Francigena San Gimignano – Colle Val d’Elsa Francigena. Un nome segnato in rosso nell’agenda delle cose da fare, da un paio d’anni ormai. E il trekking che sembra sempre più una passione che appare a momenti alterni, come fosse … Continua a leggere

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Il collegio docenti e la banalità del male

«Una scuola in punto di morte! E io mi sento sola e in lutto, ma con lo strazio di chi non può piangere sul morto, di chi non può seppellire il morto ed elaborare il dolore». (Giusi Tartaro, Io non sono … Continua a leggere

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Nadhaa e la sollevazione

Nadhaa ha sette anni e vive a Roma da poco meno di due mesi. Prima era in Tunisia, in una casa in campagna con i nonni, badava all’orto e non sempre riusciva ad arrivare a scuola, nel paese lì vicino. … Continua a leggere

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Occhio che ti sfracelli ovvero rubrica di trekking

La Via Francigena da Acquapendente a Bolsena La coda tra le gambe, le pive nel sacco, il capo chino, le forche caudine. Ce ne sono di espressioni e di metafore nella lingua italiana per indicare la sconfitta, la Caporetto, l’ignominiosa … Continua a leggere

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C’ho un rigurgito nazionalista

Col falafel ci voleva la birra, ma la scritta “halal” sull’insegna, là in quella traversa di via Giolitti, mi faceva immaginare che non ci sarebbe stata, in tempo di ramadan poi… infatti so’ andato di aranciata. Non era buono, per … Continua a leggere

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Aridatece Kay Sandvick

Nota acida su donne (e musica) in televisione  «Ma perché a un certo punto Kay Sandvick diventò Kay Rush?» «Ma che anno era la trasmissione di Portelli su Radio3?» «Ma che davero?». Tre domande a caso tra le tante che … Continua a leggere

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